Ictus Cerebrali

ICTUS CEREBRI (download – 284 KB)

L’ictus cerebri è un’improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale e/o globale (coma) delle funzioni cerebrali di durata superiore alle 24 ore o ad esito infausto, non attribuibile ad altra causa apparente se non a vasculopatia cerebrale.
Nei paesi industrializzati, fra cui l’Italia, l’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie essendo responsabile del 10-12% di tutti i decessi per anno, il che significa circa 400.000 morti per i paesi della CEE.

I fattori di rischio, che fin dal 1971, vengono aggiornati con periodici consensus panel da parte della AHA (American Heart Association) possono essere distinti in:

  • fattori demografici (età, sesso);
    • caratteristiche fisiologiche (pressione arteriosa, ematocrito, colesterolemia, glicemia);
    • abitudini comportamentali (fumo, consumo di alcool e droghe, esercizio fisico, dieta).

L’iter diagnostico terapeutico prevede, in prima battuta, la necessità di discriminare tra lesioni ischemiche cerebrali e patologie di altra natura (lesioni emorragiche, neoplasie, ascessi, ecc…) responsabili di deficit neurologici acuti e successivamente di determinare nel caso specifico l’eziopatogenesi sulla base dei dati clinici e soprattutto di indagini scelte ad hoc.

La TC rappresenta in urgenza l’indagine elettiva a livello encefalico, in quanto non invasiva, facilmente eseguibile, rapida e a costo relativamente basso rispetto alle altre metodiche.
Riconosciuto ed identificato il substrato ischemico si può attuare la terapia trombolitica.

Lo studio NINDS (National Institute of Neurological Disorders and Stroke) ha mostrato un recupero funzionale migliore nel gruppo di pazienti trattato con rt-PA, 0,9 mg/kg entro 3 ore dall’esordio dell’ictus, rispetto al placebo, in assenza di aumento della mortalità nonostante la maggior incidenza di emorragie cerebrali parenchimali.

Come per le patologie cardiache acute, il fattore tempo diventa decisivo, per poter ottenere risultati soddisfacenti.

Il Ministero della Salute Italiano con Decreto legge del 24 Luglio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.190 del 18 Agosto 2003, per migliorare le aspettative di vita del paziente colpito da ictus cerebri e per ridurre gli attuali costi di gestione degli stessi pazienti, ha approvato l’immissione in commercio della specialità medicinale per uso umano “Actilyse” a base di alteplase e il suo utilizzo nel trattamento fibrinolitico dell’ictus ischemico acuto, incaricando le Regioni di identificare i centri autorizzati all’utilizzo del farmaco.

Proprio dopo la notifica della Direzione Generale della Sanità con decreto numero 19058 del 12 Novembre 2003 che identificava gli Spedali Civili di Brescia come centro di referenza a valenza provinciale si sono introdotte delle modifiche nella gestione del paziente colpito da ictus cerebri sia inerenti la fase preospedaliera sia nella fase ospedaliera.

La parte più importante e più impegnativa resta l’ospedalizzazione mirata agli Spedali Civici di Brescia nel minor tempo possibile e con la maggior appropriatezza.

Le modifiche operative introdotte sul territorio

Dalla analisi critica e interpretazione di tutti i dati precedenti la Centrale Operativa 118 BS ha deciso di apportare modifiche alla fase preospedaliera:

  • viene introdotta per i volontari di tutti i mezzi di soccorso BLS sul territorio la CPSS (Cincinnati prehospital stroke scale)

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La scala sopra indicata è risultata più semplice e più veloce per i mezzi BLS (volontari del soccorso). Nelle simulazioni organizzate non ha mai richiesto più di 1 minuto nella somministrazione;

  • nuovo allegato al protocollo vigente riguardante l’utilizzo dell’eliambulanza (elicottero 118) per trasporti inter-ospedalieri secondari;
  • l’introduzione di una nuova flow chart.
    Con la stesura di questo documento e la successiva divulgazione sia cartacea che telematica a livello provinciale, si è riusciti in un duplice intento:
    – di uniformare I MEDICI DEL SSU-Em-118, dislocati sul territorio, all’ approccio clinico al paziente colpito da ictus;
    – di risparmiare tempo nella ricerca di tutti i criteri di inclusione al trattamento in acuto con trombolisi venosa.

 

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Grafico riassuntivo

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Direttive per i volontari del pronto intervento sanitario

  1. A) Scala CPSS:
    osserva se la rima buccale e’ deviata;
    • osserva se il paziente ha la stessa forza negli arti;
    • ascolta il paziente se parla in modo corretto.
  1. B) Chiedere e riportare sulla scheda paziente e al telefono alla Centrale Operativa 118:

1) l’ora di esordio del sintomo;
2) e’ la prima volta che succede, se ha mal di testa;
3) quando e’ iniziato il paziente era solo;
4) se ha avuto convulsioni;
5) se ha altre malattie (diabete, ipertensione, tumori);
6) se prende dei farmaci per la coaugulazione del sangue;
7) chiedere se ha avuto un recente intervento chirurgico.

  1. C) Posizionare ossigeno a 8 lt/min. con maschera.
  2. D) Trasportare il paziente in posizione semiseduta (accertarsi che non abbia subito traumi).
  3. E) Monitorare di continuo i parametri vitali (saturimetro e prova pressione ogni 5 minuti) e le variazioni della scala AVPU (cioè dello stato neurologico del paziente).
  4. F) Preparare sacchetti per il vomito e materiale per la ventilazione del paziente.

Direttive per i cittadini

Mi piace concludere con un acronimo della parola ictus

I: importante
C: chiamare
T: tempestivamente
U: un
S: soccorso

Mai quindi sottovalutare un semplice mal di testa associato ai segni e sintomi descritti in questa rubrica: il tempo in questo caso e’ cervello.

Il Direttore Sanitario della Croce Bianca Lumezzane
Dr. Mosca Carlo
Dicembre 2008