VOLONTARI CROCE BIANCA LUMEZZANE
LA RUBRICA DEL DIRETTORE SANITARIO
pagina precedente

TRATTAMENTO DELLE FERITE
227 KB
Tra le patologie che più frequentemente si riscontrano nelle attività di soccorso extraospedaliero sicuramente le ferite superficiali occupano un posto importante pur non essendo così ben “pubblicizzate” durante i corsi di formazione previsti dal decreto regionale vigente”.
Tali lesioni ricorrono in tutte le fasce di età come isolate - in rapporto a traumi minori - associate a traumi maggiori o secondarie a patologie mediche che determinano una perdita di equilibrio o una caduta al suolo (vertigini, sincope).
L’obiettivo finale del trattamento delle ferite
è di ottenere la chiusura funzionale con una cicatrice
minima.
Il processo naturale di riparazione di una ferita cutanea ha varie fasi
successive che sono:
la cascata infiammatoria, l’infezione e la cicatrizzazione.
Tutte le metodiche che successivamente vengono spiegate sono finalizzate
a creare un terreno fertile per favorire il processo di riparazione
di un tessuto (cute) leso.
Valutazione iniziale da effettuare in tutti i pazienti.
La valutazione deve essere condotta dal volontario con una serie
di domande rivolte al paziente.
Tutte le nozioni apprese vanno
riportate sul verbale di soccorso (scheda 118).
- Valutare il tempo intercorso da quando si e’
verificato il trauma (età della ferita).
Più tempo è passato e maggiore è il grado di contaminazione
della ferita.
- Valutare che cosa ha prodotto la lesione.
Morso di animale o umano, ferita con oggetto contaminato (lama di coltello,
sega elettrica ecc...) possibilità di CE (corpo estraneo) ritenuto
dentro la ferita (vetro, legno, vegetali).
- Chiedere se la ferita prima dell’arrivo dell’equipaggio
di soccorso è già stata pulita e/o lavata.
Se si, con
che cosa.
- Valutare lo stato vaccinale del paziente per il tetano e se ha con se’ il cartellino vaccinale.
- Valutare le altre patologie del paziente che aumentano
il rischio di infezione.
(diabete, insuff. renale, obesità, immunodepressione, hiv, hbv,
hcv, malnutrizione, febbre, terapia cortisonica in corso, chemioterapia).
Informazione
Consente di ridurre la paura e permette una maggior compliance
da parte dell’infortunato durante le successive manovre che in
taluni casi possono provocare dolore.
Posizione
Il paziente deve essere sempre steso supino durante
la medicazione.
Tutte le altre posizioni (prono, fianco dx o sx, arti abdotti. addotti
o flessi) vanno scelte in base alla sede della ferita.
Due sono le motivazioni di tutto ciò.
In primis sono numerosi i casi di svenimenti alla vista del sangue o
di materiale atto alla medicazione.
Il soccorritore previdente, attento alla scena deve
tenere in grande considerazione questo rischio anche per i parenti che
assistono il ferito coinvolti emotivamente in modo diretto.
Inoltre la posizione supina permette una minor contrattura muscolare
o tensioni innaturali del tessuto leso.
Medicazione
Tutte le ferite vanno:
- Esplorate sia manualmente che visivamente.
Ciò permette l’identificazione di un corpo estraneo ritenuto.
I piccoli CE possono essere lasciati in situ per non ritardare l’ospedalizzazione
del paziente (sempre, anche per i pazienti che rifiutano il trasporto,
consigliare la rivalutazione presso un pronto soccorso).
Imperativa invece la rimozione di CE di origine vegetale o frammenti
di tessuto necrotico, avulso o traumatizzato se lontani da strutture
importanti (articolazioni, nervi e vasi).
La rimozione di materiale contaminante o di liquidi biologici (sangue)
si ottiene attraverso l’irrigazione.
- L’irrigazione a tutt’oggi questa semplice
tecnica la cui usanza si trova in tracce fin dal 2200 Ac rimane il metodo
migliore perché innocua ed efficace.
L’irrigazione della parte interna della ferita da studi recenti
deve avvenire con soluzione fisiologica o acqua sterile.
La Clorexidina, l’acqua ossigenata, la soluzione di povidone (Betadine*)
risultano tossiche sui tessuti lesi e rallentano i tempi di guarigione.
Caposaldo di una buona irrigazione è la pressione
che bisogna esercitare durante il lavaggio su ogni
cm. di ferita. Consiglio di utilizzare uno schizzettone
(siringa da 30 o 50 ml con un ago 19G).
Esistono in commercio in Italia anche schizzettoni con schermo emisferico
a cono su modello dello Zerowet Splash Shield usato negli Usa. Questi
dispositivi limitano il rischio per l’operatore di sporcarsi o
di schizzare il collega soccorritore.
- Detersione e disinfezione dei bordi e della regione
circostante la stessa. Per questa operazione consiglio l’uso del
Povidone (Betadine) e di passaggi unidirezionali ripetuti a più
riprese con garza sterile.
- L’emostasi cioè il controllo dell’emorragia viene raggiunta in ambulanza con 2 metodi.
La prima manovra è la compressione diretta con garze
possibilmente sterili sovrapposte una all’altra a pacchetto e
tenute in pressione da un bendaggio elastico realizzabile con Coban,
Selfix o il nostro Emocontrol.
In caso di emorragia non facilmente controllabile consiglio l’uso
di Turniquet oppure di lacci a fascia larga o il bracciale
della pressione se la ferita è localizzata ai 4 arti.
Questi sistemi devono essere rimossi non appena il paziente
avverte dolore in sede di ferita o distalmente alla stessa.
Devono essere evitate
pressioni di gonfiaggio o di trazione eccessive e periodi troppo prolungati.
(di regola mai superare i 30 min)
Assolutamente controindicata l’applicazione di polveri
o pomate.
Al personale di soccorso raccomando:
sulle ferite bisogna approcciarsi in maniera asettica per quanto
possibile.
E’ obbligatorio come per tutte le altre operazioni in ambulanza
l’uso di dispositivi di barriera (guanti, mascherine e visiere
paraschizzi).
Non è documentata con studi clinici l’utilità dell’utilizzo
su ferite post traumatiche di guanti sterili nel ridurre il rischio
di infezione.
Il Direttore Sanitario della Croce Bianca Lumezzane
Dr. Mosca Carlo
Settembre 2008
Bibliografia:
- Howell J.M. Ann Emerg. Med 1992 (976-981)
- Giulio Floris, A.M. di Bernardo. Traumatologia minore: medicina dell’evidenza
nella cura delle ferite 2006.
- Bruno Tartaglino Procedure in medicina d’ urgenza (edizioni
medico-scientifiche) pag 1049-1055.
Croce
Bianca Lumezzane - Emergenza Medica Sanitaria - Pronto intervento sanitario
118
Riconosciuta ONLUS Iscrizione albo volontari Regione Lombardia
settore A1/1827 decreto n. 61229
Italian Emergency Medical Services EMS 118 First aid squad
- Ambulance service
Via Madre L. Seneci, 34 25065 LUMEZZANE San Sebastiano (Brescia) Italia
EU
Tel. 030 82 97 17 Fax 030 82 73 79
E-mail: info@crocebiancalumezzane.org
![]()
Prima pagina | Emergenza Medica 118 | Trasporti programmati | Trasporto dializzati | Telesoccorso | Servizi sociali/sportivi | Trasporto sangue | Medicinali urgenti | Diversamente abili | Attrezzature in c.u. | Direttore Sanitario info | Chi siamo | Notiziario | Corsi di formazione | Nucleo cinofilo | Simulazioni | Come aiutarci | Statuto | Amministrazione | Albo d'oro | Sostenitori |Contatti - Dove siamo | Mappa del sito |
![]()

![]()
Sito Web realizzato
a norma degli standard di qualità, usabilità, accessibilità
e compatibilità dettati dal World Wide Web Consortium W3C